C'è stato un momento nella mia vita, parecchio tempo fa, in cui disegnavo, ma disegnavo davvero, una fantomatica donna invisibile che avevo in testa o forse in corpo; c'è stato un momento in cui mi obbligavo ai grandi scavi, più sotto si andava meglio era, ti servirà mi dicevano, mi servirà mi ripetevo; c'è stato un momento in cui volevo sentirmi molto leggera, più leggera di chiunque altro, forse era colpa della donna invisibile che avevo in testa e avevo in corpo: ero dotata di una strana forma di leggerezza però, che non mi portava verso l'alto ma piuttosto mi trascinava a terra. Non avevo capito nulla.
Poi qualche anno dopo, ho ritrovato il quaderno degli appunti della donna invisibile. Ne ho avuto orrore e tenerezza e vergogna e paura e l'ho buttato. Non avevo capito nulla. Non avevo capito che si cresce, si cambia o si rimane sempre un po' uguali a se stessi, le persone passano, ti attraversano, rimangono con te. E tu con loro. Non avevo capito che resta sempre qualche pagina da sfogliare: qualcuna devi tornare a leggerla, con dolore, da sola; qualcun'altra te la fai raccontare; qualcun'altra ancora, a volte, capita che la strappi. La strappi con le tue mani, certo, le mani visibili della donna visibile.
A me però piace pensare che ci siano anche altre dita, dita invisibili di mani che ami, che tirano via quelle pagine insieme a te.
12 commenti:
io non strapperei via nulla, se penso a com'ero e cosa pensavo tempo fa provo una gran vergogna, ma e' pur sempre la mia storia, magari un giorno la guardero' con tenerezza
(per me esistono pagine che uno desidera solo tirare via. Le hai vissute, ci sei passato dentro, ma non vuoi rileggerle perché non ti servirebbero, forse, ad essere migliore di quello che sei o più vicino a quello che desideri)
Ben detto... descritto.
Ci vuole un BEL po' di masochismo, oppure di capacità di resistenza al dolore, per sfogliare il proprio personale "bagaglio" di tentativi.
E' vero,forse non servono a darti di più, ma anche le pagine più brutte hanno contribuito alla realizzazione del romanzo che stai scrivendo e che è la tua vita...senza quelle pagine non saresti in grado di capire il presente ed avresti meno strumenti per affrontare il futuro...Non ti servono più, ma ti sono servite per diventare ciò che sei, nell' unicità di ciò che la vita ti ha dato e tolto. Complimenti, ti farò visita se posso!
Se sei soddisfatta di averle strappate va bene così. Le altre mani che tirano via le pagine insieme a te credo ci siano già, a volte sono discrete e silenziose, altre volte le vedi anche.
E far vedere un paio di disegni? magari di quelli che ne vai orgogliosa :)
ciaoo
Pepper, "bagaglio di tentativi" è un'espressione proprio bella... resistenza al dolore ne serve sempre un po' per vivere.
Stressa, ma certo, anzi benvenuta e grazie per esserti fermata e per quello che hai scritto.
Ormoled, io ci spero in quelle mani silenziose, ci spero tantissimo. Da soli, certe volte, non si riesce. E i disegni erano orribili, ti assicuro che meritavano il cestino
:-)
non riesco a buttare via niente, magari non le rileggerò mai più (anche se ne dubito), ma non sono in grado di strappare nulla io.
qualche volta penso sia un limite.
Anche io ho cose che non riesco a rileggere, le tengo lì ma non le affronto... però quel quadernetto l'ho buttato sul serio (senza riuscire a dimenticarlo).
ma dove sei ?
Come si fa a disegnare, ma disegnare davvero, una donna invisibile poi me lo spiegherai con calma.
Per ora mi leggo e rileggo con piacere il disegno che ne hai fatto qui, a parole.
Sì perché quel lavoro di assemblaggio e bricolage interno, di strappi e ritagli, di letture e riletture in solitudine, di ricostruzioni e ricomposizioni, l'ho fatto spesso anch'io, ma mi piace molto come l'hai raccontato tu.
Meglio le donne ben visibile e le pagine strappate che lasciano una minima quantità di carta attaccata al quaderno e sai sempre perché sono state tirate via.
:)
Antonio, devo cercare meglio, non lo so, mica mi vedo :-)
Elle, lo so che lo hai fatto spesso anche tu... ti abbraccio, sai?
Sancla, ecco ecco quello che intendo io con le pagine! Assolutamente questo.
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