I sentieri si percorrono quasi in silenzio, si respira l’aria come fosse estratto odoroso di foglie umide e terra viva, il fiato cerca e trova, col cuore, un ritmo nuovo, come a fuggire dalla gola prima, regolare poi. Assieme ai muscoli, gli occhi si allenano allo stupore continuo, si riconciliano con il verde nelle gradazioni più o meno conosciute, i gialli, i rossi e i viola che squillano o bisbigliano il colore, e con gli azzurri che si aprono all’improvviso sotto e intorno.
Poi può anche capitare che le tue pedule decidano, forse all’improvviso, forse no, che la strada percorsa è stata lunga, non siamo in marcia da ieri!, ma mica ti chiedono di fermarsi se, poco più avanti, hai la fortuna di incontrare la solidarietà di un gesto privo di parole di un altro viandante. E torna il tempo di mettersi in cammino, stomaco, occhi, orecchie colmi di piacere semplicissimo, il taccuino del percorso da scrivere solo coi tuoi passi: di salite, di discese, dell'andare ancora.