Stasera, tornando da lavorare, ho distratto gli occhi dalla strada, ed ho scoperto il cielo. Aveva addosso una coperta lanosa di nubi, una di quelle coperte mangiate dall'affetto, consumate e corte, con qualche buco qua e là a far passare la luce calda e rassicurante del sole e dell'azzuro quieto del giorno che finiva.
Ed ho pensato a quanto si possa osservare meglio la meraviglia, talvolta, se gli occhi sanno commuoversi e concedersi ai buchi silenziosi della coperta che la custodisce.